Mese: Settembre 2021

E-commerce dal cellulare: cresce l’uso del mobile per gli acquisti online

“Le persone sono sempre più connesse tramite smartphone e tablet e lo dimostra il fatto che il canale mobile si sia consolidato negli ultimi 4 anni, con una costante ascesa, passando dal 41% del 2018 al 51% nel 2021”, spiega Gloria Ferrante, Marketing Manager Italia di PayPlug. L’e-commerce continua a crescere, e anche nel periodo post pandemia gli acquisti online si fanno sempre più col telefonino.  Più di un acquisto online su due, infatti, ormai viene effettuato tramite dispositivo mobile, soprattutto durante il fine settimana, in estate e nel corso del Black Friday. In particolare, il cellulare si utilizza soprattutto per lo shopping di prodotti cosmetici e di abbigliamento. È quanto emerge da una ricerca condotta da PayPlug, la soluzione di pagamento online pensata e concepita al 100% per le Pmi. 

Cresce il valore medio del carrello su smartphone

Si tratta di un andamento che rispecchia i dati diffusi dall’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, secondo i quali con 15,65 miliardi di euro il mondo smartphone rappresenta il 51% del totale del mondo e-commerce. Ma a consolidarsi è anche il valore medio del carrello su mobile, sempre più spesso superiore ai 75 euro. Questo avviene nel 39% dei casi, una percentuale cresciuta di ben 7 punti dal 2019 (32%), e che sottolinea da parte dei consumatori la grande fiducia e usabilità del mezzo.

Cosmesi e abbigliamento i settori top per lo shopping dal telefonino

Da quanto rileva la ricerca di PayPlug i settori in cui lo shopping da mobile conquista maggiormente i consumatori sono due, quello della cosmesi (55%) e dell’abbigliamento (53%). Ma a spingere gli acquisti da mobile è anche il commercio ‘conversazionale’, ovvero l’atto di vendere prodotti e servizi intrattenendo una conversazione personalizzata con i propri clienti. In particolare, tramite sms, e-mail, oppure tramite applicazioni di messaggistica e chatbot.

Le vendite si concludono con un sms

Secondo la ricerca di PayPlug, tra gennaio e maggio 2021 il 15% dei commercianti ha infatti concluso vendite via sms utilizzando i link di pagamento. Una percentuale di quattro punti superiore rispetto all’11% dello stesso periodo del 2020 Di fatto, i commercianti hanno concluso le vendite inviando sms, e-mail, applicazioni di messaggistica, oppure re-indirizzano il cliente a una pagina di pagamento sicura. In questo modo dal proprio smartphone il cliente ha potuto inserire i dati per il pagamento, e convalidare l’ordine in modo semplice e veloce.

Come prevenire il cancro al seno?

Prevenire il cancro al seno, intesa come una certa riduzione delle possibilità che ciò accada, oggi sappiamo bene che è possibile.

Ci sono infatti oggi delle cose che possiamo fare, e che per la maggior parte riguardano uno stile di vita sano, che aiutano a diminuire drasticamente le possibilità che si presenti in cancro al seno. Vediamo allora di seguito quali sono queste sane abitudini e cosa possiamo fare per poter vivere più tranquilli.

Se sei preoccupata perché ti è capitato che qualche persona vicina a te è stata interessata da un cancro al seno, fai bene a chiederti se ci sono delle cose che puoi fare per diminuire le probabilità che questo ti accada.

Chiaramente ci sono dei fattori sui quali non è possibile lavorare, come la storia familiare. Se ci sono dei parenti vicini a te che sono stati interessati da questo tipo di patologia, probabilmente anche tu avrai una alta predisposizione genetica affinché ciò accada, per questo fai bene a fare una visita senologica periodicamente.

Per il resto, ci sono delle cose che possiamo fare e che riguardano il nostro stile di vita.

Come posso ridurre le probabilità di avere un cancro al seno?

Le ricerche hanno chiaramente dimostrato che ci sono alcune cose che possiamo cominciare a fare e che consentono concretamente di ridurre le possibilità di avere un cancro al seno.

Ciò è vero anche in quelle donne che hanno una predisposizione genetica in tal senso.

In particolare queste azioni quotidiane sono:

– Limitare l’assunzione di alcool: maggiore è la quantità di alcol che beviamo ogni giorno, maggiore è il rischio di poter avere un cancro al seno. Il consiglio generale è dunque quello di limitarsi e bere non più di un bicchiere al giorno, sia esso un drink o del vino, dato che anche piccole quantità sono in grado di aumentare le probabilità di avere un cancro al seno.

– Mantieni il tuo peso ideale: se hai già un peso ideale, fai bene a mantenerlo. Se ti è invece necessario perdere del peso, fai una dieta per rientrare il prima possibile nel tuo peso forma. Cerca di ridurre le calorie che introduci ogni giorno tramite il cibo e prova a fare della attività fisica leggera per favorire il processo di dimagrimento.

– Fai delle attività fisica: l’attività fisica è in grado di aiutarti a mantenere il tuo peso forma, nonchè fare in modo da prevenire il cancro al seno. Tutti, superato il quarantesimo anno di età, dovremmo fare almeno tre ore di ginnastica leggera ogni settimana o circa 75 minuti di attività aerobica leggera.

– Allattare al seno: L’allattamento al seno svolge un ottimo ruolo preventivo nei confronti di questa patologia. Più è lungo il periodo di allattamento, maggiore è la protezione che le mammelle ne ricavano.

– Evita la terapia ormonale: La terapia ormonale post menopausa è in grado di aumentare le probabilità di avere un cancro al seno. Parla per questo con il tuo medico di fiducia o specialista e valuta assieme a lui rischi e benefici di questa terapia. La terapia ormonale potrebbe infatti non essere necessaria.

In ultima analisi, ricorda sempre di mantenere una dieta sana che, oltre a prevenire alcuni tipi di cancro, ti aiuti anche a tenere alla larga malattie quali diabete o patologia cardiache.

Ricorda da questo punto di vista che la dieta mediterranea è tra le migliori, in quanto basata su alimenti di origine vegetale, cereali e legumi.

Tieni a mente infine che è bene anche effettuare periodicamente l’autopalpazione, così da poter percepire in anticipo la presenza di eventuali noduli sospetti da mostrare al medico o allo specialista.

Gli italiani cambiano 5 automobili nel corso della vita

In media gli italiani sostituiscono la propria auto ogni 7 anni e mezzo. In pratica, nell’arco della propria vita acquistano un numero pari a 5 vetture. È quanto ha scoperto un’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat. A livello nazionale la ricerca ha messo in luce che il 15% degli automobilisti cambia l’auto ogni 5-6 anni e il 12,5% ogni 7-8 anni. Inoltre, il 5,3% degli automobilisti dichiara di sostituire la propria vettura con maggior frequenza, ovvero, al massimo ogni 2 anni, mentre il 19% lo fa non prima che siano trascorsi almeno 10 anni.

Gli uomini cambiano l’auto con più frequenza delle donne

I dati però variano a seconda del genere e dell’area geografica di residenza. Gli uomini, ad esempio, cambiano l’auto ogni 6 anni e mezzo, più frequentemente rispetto alle donne, che invece tendono a sostituire il proprio veicolo solo dopo 8 anni e mezzo. A livello territoriale, invece, emerge che gli automobilisti residenti nel Nord Italia cambiano l’auto più spesso, in media, prima del suo settimo compleanno, mentre al Sud e nelle Isole ogni 7 anni e mezzo, e nel Centro Italia addirittura ogni 8 anni e 3 mesi. 

Perché si sostituisce l’automobile?

In generale, la prima ragione che spinge gli italiani ad acquistare un nuovo modello è l’età del mezzo. Il 55% dei rispondenti dichiara infatti di cambiare la propria auto solo quando questa diventa vecchia. Il 36% degli intervistati, invece, spiega di aver sostituito l’auto perché la precedente aveva fatto troppi chilometri, mentre il 25,6% perché non era più adatta alle esigenze familiari.  E se il 17,6% ha dovuto comprare un nuovo veicolo perché il precedente si era danneggiato a causa di un sinistro, non mancano coloro che cambiano l’auto abitualmente solo dopo pochi anni perché vogliono guidare un mezzo sempre nuovo (10,8%).

La prima auto si acquista a 26 anni e mezzo

Se è vero che la patente di guida si prende normalmente intorno ai 20 anni, e che all’inizio molti utilizzano un veicolo di famiglia, per l’acquisto della prima auto gli italiani attendono, in media, fino a 26 anni e mezzo. Sebbene non vi siano differenze significative tra uomini e donne l’età varia in modo più marcato a livello territoriale. Nel Nord la prima vettura si acquista a 25 anni, nel Centro dopo i 26 anni e al Sud e nelle Isole addirittura solo dopo il 27 anni. In media, poi, questo veicolo lo si cambia dopo 8 anni e mezzo, con differenze tra uomini e donne. I primi cambiano la prima auto, in media, dopo 7 anni e 4 mesi, mentre le donne solo dopo quasi 10 anni.  A livello geografico, invece, la prima auto dura più nel Centro Italia (9 anni e 8 mesi) e al Sud e nelle Isole (poco più di 8 anni e 7 mesi), mentre nel Nord viene sostituita, in media, prima degli 8 anni di età.

Wellness e nuova normalità, i sei cambiamenti post-pandemia

La pandemia ci ha profondamente cambiati, e nella fase della cosiddetta nuova normalità, anche nel campo del wellness si assisterà a un nuovo modo di prendersi cura del proprio benessere fisico e mentale. Ma torneremo o no in palestra? Dimenticheremo i rischi e i moniti dei medici per ritornare in forma come prima? Secondo il report globale The Next Normal 2030 a cura di McKinsey, saremo sempre più attenti al nostro benessere e alla forma fisica, ma in maniera più ‘olistica’. In pratica, dopo la pandemia saremo più interessati a sei aspetti particolari relativi al benessere, ovvero salute, fitness, alimentazione, look, metodi per dormire e per rilassarsi.

Nuovi trattamenti beauty, tecniche per rilassarsi e facilitare il sonno, anche hitech

Entro il 2030 assisteremo a un boom di servizi estetici,dalle punturine anti rughe rimpolpanti ai trattamenti clinici come dermoabrasione, tatuaggi e trucco personalizzato. Tutto però in nuove location: gli ambulatori medici diventeranno profumerie e le profumerie centri di medicina estetica. La ricerca della consapevolezza, attraverso tecniche di mindfulness, diventerà poi un aspetto essenziale delle nostre vite. Il fenomeno è destinato a crescere e la tecnologia e i dispositivi elettronici indossabili faranno la parte del leone. La pandemia ha però anche accentuato l’ansia, e se non sorprende il boom dei prodotti per facilitare il riposo, e i dispositivi hitech per migliorare il sonno, tramite la musica o massaggi rilassanti, profumi per aromaterapia e altro.

Fitness in casa con l’istruttore influencer, e più attenzione alle etichette

Dopo la casa e l’ufficio alle palestre spetterà l’appellativo di ‘terzo luogo’. Entro il 2030 ci torneremo, ma in modo nuovo: le soluzioni casalinghe del fitness andranno per la maggiore e ai templi del wellness spetterà un ruolo chiave di monitoraggio, motivazione, guida e coaching per il nostro benessere. E gli istruttori più bravi e carismatici saranno i nuovi influencer, con lezioni e tecniche che impartiranno anche nella versione online. Quanto all’alimentazione, nei supermarket leggeremo sempre di più le etichette dei prodotti per il nostro wellness. L’abbiamo imparato negli ultimi due anni: controlliamo che non ci sia lo zucchero e che gli ingredienti siano sostenibili.

Boom dei trattamenti fai da te

I metodi di cura di sé una volta detti ‘alternativi’ e visti con sospetto, scrive Ansa, saranno sempre più inglobati nelle abitudini comuni. I dispositivi usati dagli specialisti negli ambulatori per fare diagnosi entreranno nelle case e i farmaci di uso comune traslocheranno dal bancone del farmacista agli scaffali di libero shopping. Cresceranno gli OTC (farmaci senza ricetta), gli integratori e i dispositivi medici di teleconsulenza per diagnosi, prevenzione e trattamento da eseguire direttamente a casa propria.
In crescita l’e-commerce dei prodotti salutistici, perché l’abitudine a fare shopping online (anche con l’opzione compra online e ritira in farmacia) si è consolidata negli anni dei lockdown.