Facebook, stretta sulle notizie “vecchie” e sui messaggi d’odio

Ulteriore giro di vite da parte di Facebook per quanto riguarda la pubblicazione e la condivisione di contenuti ritenuti “sbagliati”. L’obiettivo dichiarato è quello di contrastare le fake news, la disinformazione e anche – o forse soprattutto – i messaggi d’odio, compresi quelli inseriti nelle pubblicità. In prima battuta, il social network ha annunciato di aver dato l’avvio alla sua battaglia alla diffusione di notizie vecchie. Per farlo, la società ha detto che, ogni volta che si vorrà condividere un articolo vecchio più di tre mesi, sullo schermo apparirà un avviso specifico, in modo da non diffondere informazioni fuori contesto se non ingannevoli. Proprio per questo, Facebook nel corso dei prossimi mesi mostrerà un “monito” quando si condivideranno notizie legate al Covid, precisandone la fonte. In merito a quest’ultima novità, il gruppo di Mark Zuckerberg ha detto che verrà reso esplicito un avviso con le informazioni sulla fonte della notizia che si sta per pubblicare, insieme al link al Centro informazioni sul coronavirus creato dal social agli inizi dell’emergenza sanitaria per fornire informazioni autorevoli e verificate.

Attenzione alle informazioni “scadute”

Per quanto concerne invece la diffusione di notizie con più di tre mesi, su scala globale arriverà sul social una finestra che avvisa quando si sta per pubblicare una notizia che ha oltre 90 giorni. L’utente potrà comunque decidere di procedere con la condivisione. “L’attualità di un articolo è un pezzo importante del contesto che aiuta le persone a decidere cosa leggere, di cosa fidarsi e che condividere”, ha spiegato Facebook in un post. “Gli editori hanno espresso preoccupazione per le notizie più vecchie condivise sui social media come notizie attuali, perché possono portare a fraintendere lo stato corrente degli eventi”.

No all’odio in tutte le forme

Sempre in questo periodo Mark Zuckerberg ha annunciato che ci sarà una decisa stretta su un’ampia categoria di contenuti d’odio nelle pubblicità, vietando ogni spot che identifica una razza, una etnia, un orientamento sessuale o un genere come un “pericolo”. “Non c’e’ alcuna eccezione per la politica in nessuna delle azioni che sto annunciando”, ha detto il fondatore di Facebook. Ancora – e secondo le malelingue si tratta di una strategia mirata a contrastare il calo di pubblicità che la piattaforma sta registrando da parte di diverse grandi aziende a seguito di numerose polemiche – Facebook “attiverà un sistema ad hoc per segnalare tutti i post che includono informazioni legate alle elezioni con un link per incoraggiare gli utenti a verificare i fatti nel nuovo hub per le elezioni della società”.